Oteiland’s Weblog

Agosto 4, 2008

Il commissario De Vincenzi indaga fra le bancarelle

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È il 18 maggio 1934. La Loggia del Palazzo della Ragione a Milano è affollata di curiosi che stanno per assistere all’inaugurazione della Fiera del Libro. Piazza dei Mercanti ribolle di commessi di libreria, impiegati di case editrici e scrittori che mettono in mostra un’«orgia di libri pudicamente coperti di cellofane trasparente» visto che è imminente lo scoppio di un temporale.In questa colorata cornice è ambientato l’inizio di Giobbe Tuama & C. scritto nel ’36 da Augusto De Angelis per la Collana poliziesca dell’editrice Minerva e che viene ora pubblicato da Sellerio, dopo il successo raccolto in questi ultimi anni dalla riedizione delle inchieste del Commissario De Vincenzi. Esplicita è la volontà dell’autore di scandagliare i vizi dell’editoria dell’epoca, abituata a produrre «letteratura da tramvai». E proprio sotto l’affollato loggiato milanese «il genio si aggaglioffa», mentre le «sartine» si ammassano invano in cerca degli autografi di Montepin, Dumas, Sue, London, Casanova, Ohnet. Dovranno accontentarsi delle siglature di Tino Fiamma sul suo «Gli iconoclasti» e delle improbabili ricette di una certa Penelope. Fra i banconi della Fiera ne spicca uno situato dopo la Loggia degli Osii, quasi davanti all’arco che sbuca in via Orefici. Qui la Lega Evangelica Cristiana sta cercando di vendere il Libro dei Libri: la Bibbia. E a propagandarne il miracoloso contenuto è uno strano personaggio che si fa chiamare Giobbe Tuama.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280607

Giugno 28, 2008

Tronti: «La sinistra debole

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«La sinistra debole declinata come ‘centrosinistra’ ha generato una destra forte». È la tesi di fondo della relazione che Mario Tronti, terrà domani alla Sala della Colonne di Palazzo Marini in Roma, all´Assemblea del Centro per la Riforma dello stato di cui è presidente. Occasione di confronto politico intenso, con protagonisti come D´Alema, Mussi, Reichlin, Bertinotti, Rodotà, Vacca, Ida Dominjanni, Maria Luisa Boccia e tanti altri. Dopo la sconfitta di aprile. E dopo che già il Crs aveva lanciato l´allarme e chiesto un rilancio della sinistra. In base a un documento intitolato «11 tesi dopo lo Tusunami». Ora Tronti, filosofo e pensatore politico, ritorna su quelle tesi, e specifica meglio il profilo della sinistra da inseguire. Sentiamo.Fare società con la politica. Slogan suggestivo e un po´ criptico per l´assemblea di domani. Di nuovo alle prese con la sinistra e la sua sconfitta? «È inevitabile. E il titolo indica l´ambizione che dovrebbe essere la ragione stessa della sinistra: fare politica. Contro l´ideologia della società civile ‘buona’ e della politica ‘cattiva’, tipica della destra. E a cui la sinistra è stata subalterna negli ultimi decenni. La società non è qualcosa di statico da rappresentare e basta, ma qualcosa da costruire»Da costruire attraverso la sinistra?«Sì, la sinistra ha il compito di ricostruire un sociale sbriciolato e corporativo, che genera ansia e insicurezza e che alimenta la destra.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76604

Giugno 27, 2008

Perché lascio il Pdci

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Dopo poco più di due anni ho lasciato il Partito dei comunisti italiani. Mi è dispiaciuto doverlo comunicare al segretario dopo una discussione che ci ha visti su posizioni diverse e, per certi versi opposte, sulla strategia da intraprendere dopo la disfatta elettorale e politica di aprile. E vorrei spiegarlo ai lettori de l’Unità che più volte mi hanno scritto anche nelle ultime settimane, dichiarandosi d’accordo o, a volte, polemizzando con miei articoli su questo giornale. Nel 2005 accettai l’ipotesi di una candidatura nel Pdci alle imminenti elezioni politiche sulla base di tre punti essenziali: la lotta al berlusconismo che era al governo da quattro anni e stava trasformando, ma in maniera negativa, l’Italia; l’alleanza di centro-sinistra guidata da Romano Prodi; la difesa della costituzione repubblicana aggredita dalla destra di governo. Nei due anni di presenza in Parlamento ho lavorato con lo spirito e le parole d’ordine appena citate. Qualche volta ho dissentito dalle scelte del governo Prodi sulla questione sociale, sugli accordi con il centro-destra, sulla politica estera. Ma non mi sono mai sognato di mettere in discussione il sostegno al governo Prodi o la rottura dell’alleanza di centro-sinistra, unica barriera ancora oggi ipotizzabile contro il ritorno di Berlusconi e l’assunzione invece di un cammino diritto verso un’autentica rivoluzione democratica. Sono stato quindi deluso dalla direzione che ha assunto il Partito democratico guidato da Walter Veltroni che, nella campagna elettorale, ha attaccato soprattutto la sinistra, illudendosi di prendere così voti al centro e di vincere lo scontro con Berlusconi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76482

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