Oteiland’s Weblog

Agosto 4, 2008

RONALDINHO & MESSI, GIOCHI DA RE

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I l via ce lo daranno loro, le facce che meno ti aspetti. Ronaldinho e Messi sono tutto, tranne che simboli di un’Olimpiade. Salvo non si pensi che i Giochi sono solo business. Idea accettabile, ma non accettata da puristi e atleti, dai tecnici e dagli inguaribili romantici. Meno quattro (giorni) alla cerimonia di apertura di questa Olimpiade cinese che promette di tutto e di più, si tratti di doping o di spettacolo, di tecnologia o di disumanizzazione, fatta per stupire e per divertire, per creare emozioni e per ritrovare il bello dello sport in una lacrima, in un sorriso, in una vittoria e in una sconfitta.Ma Ronaldinho e Messi cosa ci fanno? E perché proprio loro saranno le facce che, per prime, ci accompagneranno nei giochi d’ombra cinesi? D’accordo, per prime (mercoledì) scenderanno in campo le donne del calcio. Ma il giorno dopo, vigilia della cerimonia che tutto fa profumare d’Olimpiade, il palcoscenico sarà loro e state certi che i Giochi non potranno avere miglior spot d’apertura. Sembra una contraddizione: l’Olimpiade si fa trainare dai re di un mondo che nulla ha da spartire con certe povertà e certi ideali. Legge del contrappasso? Rivincita del pallone? Forse. Il mondo del calcio è sempre stato un parente mal sopportato dagli sport olimpici. Ogni quattro anni apre in anticipo sugli altri, ma riscalda solo quando si arriva alle sfide finali. Stavolta farà di più, molto di più. Presenta un bel numero di stelle e stelline: c’è anche Pato, c’è un Brasile che vuol vincere ad ogni costo, c’è un’Argentina che vuol rivincere.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280857

Luglio 16, 2008

L’opposizione delegittima e «siamo ai materassi»

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Caro Granzotto, il celebre film «Il Padrino» rese familiare un’espressione e cioè «essere ai materassi», il cui significato pratico conosciamo tutti. Perciò le chiedo: siamo ai materassi? Veltroni non fa che ripetere che il dialogo è finito, Berlusconi risponde che, dialogo o non dialogo, lui va avanti per la sua strada, Di Pietro attacca Veltroni e Napolitano, Casini si butta a sinistra, i girotondini mandano a «vaffa» destra, sinistra e centro e la magistratura manda in galera l’intero governo regionale abruzzese. Stante le cose, dunque le ripeto: siamo ai materassi?Sia gentile, caro Mancini: Pierferdy Casini me lo tenga fuori. Come trapezista, oggi qui domani là, non vale una cicca e pertanto nel Circo equestre della politica è come se non ci fosse. Anzi, le dirò di più: non c’è. Ciò detto pare proprio di sì: siamo ai materassi. E lo siamo perché il pur plebiscitato Walter Veltroni non è tutto questo granché e vale poco più del niente che vale Casini. Non è tagliato per fare il leader. Troppo loft che è come dire troppo loffio, fiacco, inconcludente. Ed è un peccato perché se teneva duro avremmo forse vissuto una stagione politica affatto nuova per l’Italia e gl’italiani: con un governo che governa e una opposizione di taglio britannico, versata nella critica costruttiva e capace, ove lo ritenga opportuno per il bene della nazione, anche di collaborare o, come si dice dalle nostre parti, di dialogare con la maggioranza.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276446

Giugno 27, 2008

Girotondo l’8 luglio contro le ‘leggi canaglia’

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Col ritorno di Berlusconi al governo, ritornano anche i girotondi. E con gli stessi protagonisti di allora, la società civile. Tre “cittadini”,Furio Colombo (Pd), Pancho Pardi (Idv) e Paolo Flores D’Arcais, lanciano a Montecitorio un appello a scendere in piazza contro le «leggi canaglia» con cui «Berlusconi vuole distruggere il principio di uguaglianza davanti alla legge». L’appuntamento è a piazza del Pantheon per l’8 luglio. Colombo spiega che in qualsiasi altro Paese al mondo sia prevista l’immunità per il premier: «Vale solo per monarchi e Presidenti della Repubblica, ma non negli Usa» e poi mette in guardia: «I poteri in democrazia sono tre, se uno viene meno non è più democrazia. Usiamo un’altra parola, ma non è più democrazia se uno dei tre poteri viene assalito, insultato, discriminato e messo in un angolo». Secondo D’Arcais così «Berlusconi vuole distruggere il principio fondamentale della convivenza civile per cui la legge è uguale per tutti e anche il libero giornalismo. Abbiamo deciso di muoverci subito con una manifestazione autorganizzata, di fronte alla mancanza di iniziative tempestive del maggior partito dell’opposizione». Se D’Arcais, che dice di non sapere se alla manifestazione parteciperà anche Beppe Grillo, punta il dito contro «la mancanza di iniziativa del maggior partito d’opposizione». «Lo faremo noi – ha aggiunto Flores D’Arcais – perché il maggiore partito dell’opposizione non sembra dare risposte tempestive».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76616

Giugno 25, 2008

Sequestro Orlandi, interviene il Vaticano: «Fango su Marcinkus»

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Sabrina Minardi, sedicente testimone del caso Emanuela Orlandi, ha raccontato alla Procura di Roma le modalità della sparizione dei cadaveri di Emanuela e di Domenico Nicitra, chiamando in causa l´ex presidente dello Ior (la banca dello Stato Pontificio), Paul Marcinkus deceduto nel 2006.
Secondo il Vaticano, si tratterebbe di accuse «infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi».

« La tragica vicenda della scomparsa della giovane Emanuela Orlandi è tornata di attualità nel mondo della informazione italiana», sottolinea una nota della sala stampa della Santa Sede, «Colpisce il modo in cui ciò avviene, con l´amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate, non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio». «Si ravviva così – continua la nota – il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già hanno tanto sofferto. Si divulgano accuse infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi. Non si vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura nella sua doverosa verifica rigorosa di fatti e responsabilità. Ma allo stesso tempo – conclude la nota – non si può non esprimere un vivo rammarico e biasimo per modi di informazione più debitori al sensazionalismo che alle esigenze della serietà e dell´etica professionale».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76565

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