Oteiland’s Weblog

Settembre 11, 2009

Ru486, l’appello della Cei ai medici «Cresca l’obiezione di coscienza …

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«Ho avuto una reazione di tristezza, di amarezza e di preoccupazione – spiega il numero uno dei vescovi italiani in un’intervista ad Avvenire, riferendosi all’ammissione da parte dell’Aifa anche in Italia della Ru486 – perché penso che questa decisione rappresenti una discesa della civiltà del nostro Paese, nel senso che laddove la vita umana nella sua integra dignità non è riconosciuta, ma è offesa e ferita ulteriormente, certamente non si può dire che la civiltà cresca ma semmai diminuisce».

«Non si è mai parlato di ricoveri coatti ed è evidente – ci tiene a precisare il sottosegretario – che la donna che vuole firmare le dimissioni può farlo e andare via dall’ospedale, ma la questione è proprio questa: si pone così un problema di responsabilità, poiché due pareri del Consiglio superiore di sanità affermano che l’aborto farmacologico non è sicuro allo stesso modo di quello chirurgico se avviene fuori dall’ospedale».

Inoltre, io e tanti altri, che frequentiamo la chiesa senza pregiudizi, abbiamo potuto sperimentare la presenza di innumerevoli sacerdoti, religiosi e religiose che ci hanno aiutato in tanti aspetti della nostra vita quotidiana e non finiremo mai di ringraziare loro e anche Papa e vescovi che ci illuminano e sostengono nel nostro cammino di fede e speranza!

sicuramente non lo ritrovo più nelle parole di una gerarchia ecclesiastica che invece di parlare con le persone minaccia (cosa poi) in modo del tutto gratuito e non lo ritrovo nemmeno nelle parole di chi si professa cristiano/cattolico ma vive cristianità/cattolicesimo come se si trattasse di un elite di persone e chi non vive e pensa allo stesso modo viene considerato meno di niente

Fonte:
http://www.corriere.it/politica/09_agosto_02/pillola_appello_obiettori_66124e26-7f72-11de-9b97-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

Agosto 4, 2009

per i pugliesi

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Le intercettazioni nell’inchiesta del pm Rossi (che ha concluso le indagini e ora attende per una eventuale decisione di rinvio a giudizio) rivelerebbero non solo la scelta da parte di medici e Asl delle protesi fornite dalla società di Gianpaolo Tarantini in cambio di favori, ma addirittura la fornitura da parte di quest’ultimo di protesi ortopediche di prima o di seconda scelta.

Le protesi «fetenti» di cui sui parla nell’intercettazione potrebbero essere in realtà protesi di minor prezzo, rispetto ad altre che per i materili con cui sono costruite, costano alla Regione molto di più.

A suo padre di 80 anni che ha una aspettativa di vita di dieci anni è chiaro che impianterò una protesi in metallo e polietilene che ha una durata media di 15 anni.

questi signori in virtù del loro sapere e della loro pseudo cultura sono dei cinici, sono disumani, sono ingordi, sono avidi, sono arroganti, sono prepotenti altro che Totò Riina, Brusca e compagnia bella, questi ultimi almeno hanno vissuto e vivono nella cladestinità o condannati al carcere duro, i soggetti in questione invece sono liberi in attesa di un processo farsa dove tutti i capi d’accusa dopo un decennio e forse più svaniranno in una bolla di sapone.

Fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=470&IDNotizia=251564

Allarme ozono nelle citta’

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Allarme ozono nelle citta’ Allarme ozono nelle citta’ 2009-07-15 19:11:00(ANSA) – ROMA, 15 LUG – Con l’arrivo del caldo e’ emergenza ozono nelle citta’ italiane.Legambiente lancia l’allarme inquinamento.Novara in testa alla classifica.

15 citta’ hanno sforato il limite annuale di 25 giorni di superamento giornaliero di ozono stabilito per la protezione della salute:c’e’ Novara con 45 giorni di ozono off-limits, Alessandria, Lecco, Mantova (36 giorni),Matera e Ferrara (34),Vercelli (33),Asti (31),Bergamo (30),Campobasso (29), Brescia e Cuneo (28),Varese (27),Reggio Emilia e Udine (26).

Fonte:
http://www.panorama.it/home/articolo/idAA020001462011?template=templateSky

Giugno 1, 2009

BERLUSCONI: INTERROGAZIONE PD SULL’UTILIZZO DEI VOLI DI STATO

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Sereni, Bressa, Rosato, Fiano, Mogherini, Zaccaria, Amici al Governo: quali i criteri adottati dalla presidenza del Consiglio’Voli di Stato utilizzati per “trasportare persone prive di incarichipubblici e invitati a partecipare ad eventi privati”‘

Lo chiede il gruppo parlamentare del PD alla Camera con un’interrogazione firmata dai vicepresidenti Marina Sereni e Gianclaudio Bressa e dai deputatiEttore Rosato, Emanuele Fiano, Federica Mogherini, Roberto Zaccaria e SesaAmici dopo le notizie diffuse dai media sulle feste che si sarebbero svoltenella residenza privata di Silvio Berlusconi in Sardegna con l’arrivo dialcuni ospiti a bordo degli aerei di Stato.I democratici, si legge nel testo, “interrogano il Governo per sapere secorrisponde al vero che i voli di Stato della Presidenza del Consigliosarebbero stati utilizzati per trasportare persone prive di incarichipubblici invitate a partecipare ad eventi privati; quali siano i criteri ele regole che la Presidenza del Consiglio ha adottato per determinaremodalità e limiti nell’uso dei suddetti voli di Stato”.

Sottotitolo: “Analisi del degrado dell’informazione in Italia, partendo dallo spartiacque della fine degli anni Settanta e dalla vicenda-metafora del primo quotidiano locale moderno e popolare: il Quotidiano di Lecce”.

Nato a Istanbul nel 1959 da padre costruttore e una madre amante dell’arte, a neanche vent’anni Ferzan Ozpetek si trasferisce a Roma per iscriversi all’università, qui scopre il cinema e il mondo dello spettacolo e frequenta l’Accademia d’arte drammatica di Silvio D’Amico, approdando dopo quattro anni di vita romana su un vero set cinematografico.

Fonte:
http://www.articolo21.info/5399/editoriale/berlusconi-interrogazione-pd-sullutilizzo-dei.html

Marzo 12, 2009

Scandalo Madoff: le truffe “eccellenti”

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New York – Il regista Steven Spielberg, gli attori
Kevin Bacon e Jonh Malkovich, la stella del baseball Sandy
Koufax e Larry Silverstein, proprietario di parte degli
appartamenti del World Trade Center, sono solo alcune delle
celebrità che figurano nella lista delle potenziali vittime
della colossale truffa finanziaria organizzata dall’ex
presidente del Nasdaq, Bernard Madoff. Prima che venisse
scoperta la gigantesca frode, l’ex presidente del Nasdaq godeva
di grande stima presso jet set statunitense, dove era
considerato un geniale guru della finanza.

I vip truffati L’elenco, lungo 162 pagine, era stato reso pubblico lo
scorso 4 febbraio dalla corte fallimentare di New York, che si
sta occupando della liquidazione dei beni del trader per
risarcire le vittime del crac. Tra le oltre 13.500 persone
incluse nella lista figurano, inoltre, il senatore del New
Jersey Frank Lautenberg, Fred Wilpon, proprietario della
squadra di baseball dei Mets, la 91enne attrice Zsa Zsa
Gabor, nonchè i figli, i nipoti, la moglie, il fratello e
persino l’avvocato di Madoff.

Le banche coinvolte Tra le banche coinvolte figurano, tra le altre, Ubs, Bank
of America, Citigroup, Bnp Paribas, Bbva, Santander e Credit
Suisse. Ma ad aver affidato il proprio denaro a Madoff sono
state anche istituzioni come la Columbia University, il
Policlinico dell’Università di New York e la Wunderkinder
Foundation, l’associazione benefica di Steven Spielberg.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335329

Febbraio 22, 2009

Non salda il conto, il dentista le strappa la dentiera

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Euro per euro, dente per dente. E crisi o non crisi, un odontoiatra tedesco ha preteso il pagamento delle sue prestazioni. Settecento euro per l’esattezza, a tanto ammontava la parcella per la costruzione e l’installazione di una dentiera. Se un cliente non paga un tutte le rate di un divano o di un’automobile, il mobilificio o il concessionario gli pignorano il bene. Ma se il prodotto a non essere stato pagato è invece una protesi dentaria come ci si comporta? Secondo il professionista tedesco allo stesso modo.
E così il professionista del trapano, inferocito per il conto non saldato, si è recato a casa della paziente e le ha strappato di bocca la dentiera che le aveva fatto. Venerdì 20 febbraio per questo episodio il professionista, 57 anni, che ha chiesto scusa in aula per la sua intemperanza, è stato condannato da un tribunale municipale di Neu-Ulm a pagare una multa di 6.000 euro. Il suo avvocato, ha raccontato un cronista del quotidiano locale Suedwest Presse che ha assistito all’udienza, ha letto una dichiarazione in cui esprimeva rimorso si scusava per l’aggressione, aggiungendo di aver perso la calma perché stressato per motivi personali e professionali. L’uomo ha detto che l’assicurazione della cliente non copriva la spesa. La donna, 60 anni, è apparsa in aula senza denti, dicendo di non volere una dentiera dopo lo shock causato dal gesto del suo dentista in casa sua.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330622

Titolo : Tag : Testo: di Marcello D’OrtaSe si va di questo passo, i quotidiani italiani dovranno avvalersi di una nuova figura di giornalista: il corrispondente di guerra scolastico. Naturalmente ciò vale anche per le redazioni dei tg. Una Carmen Lasorella, un Tony Capuozzo, un Franco Di Mare o una Tiziana Ferrario che ci informino dello svolgimento della battaglia in tempo reale: sullo sfondo una scuola, e nella scuola uno scolaro che spacca la testa a un insegnante, o un insegnante che scanna uno scolaro.La storia delle violenze in classe è antica come il mondo, basti ricordare che il maestro latino era detto Plagosus, e plagosus vuol dire «colui che sferza». Questa violenza era per così dire unilaterale, perché ad abbuscare (a prenderle) erano sempre gli alunni. I libri di Dickens (in particolare David Copperfield e Nicholas Nickleby) ne sono una testimonianza. Nell’Ottocento anche l’Italia si difendeva bene. Il sistema di punizione più utilizzato erano naturalmente le bacchettate, poi c’è stato il progresso, e con il progresso ci si è affinati. Così si è passati dal costringere l’alunno a stare in ginocchio su ricci di castagna, al chiuderlo nell’armadietto, dal pungerlo con una siringa al legargli le braccia dietro le spalle eccetera. Nella maggior parte dei casi, i ragazzi non riferivano ai genitori di queste punizioni, per paura di «avere il resto», ma poi è successo che col ‘68 gli alunni hanno preso coscienza del proprio corpo (prima erano incoscienti), e «il resto» lo hanno dato loro ai professori. Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330443

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di Marcello D’OrtaSe si va di questo passo, i quotidiani italiani dovranno avvalersi di una nuova figura di giornalista: il corrispondente di guerra scolastico. Naturalmente ciò vale anche per le redazioni dei tg. Una Carmen Lasorella, un Tony Capuozzo, un Franco Di Mare o una Tiziana Ferrario che ci informino dello svolgimento della battaglia in tempo reale: sullo sfondo una scuola, e nella scuola uno scolaro che spacca la testa a un insegnante, o un insegnante che scanna uno scolaro.La storia delle violenze in classe è antica come il mondo, basti ricordare che il maestro latino era detto Plagosus, e plagosus vuol dire «colui che sferza». Questa violenza era per così dire unilaterale, perché ad abbuscare (a prenderle) erano sempre gli alunni. I libri di Dickens (in particolare David Copperfield e Nicholas Nickleby) ne sono una testimonianza. Nell’Ottocento anche l’Italia si difendeva bene. Il sistema di punizione più utilizzato erano naturalmente le bacchettate, poi c’è stato il progresso, e con il progresso ci si è affinati. Così si è passati dal costringere l’alunno a stare in ginocchio su ricci di castagna, al chiuderlo nell’armadietto, dal pungerlo con una siringa al legargli le braccia dietro le spalle eccetera. Nella maggior parte dei casi, i ragazzi non riferivano ai genitori di queste punizioni, per paura di «avere il resto», ma poi è successo che col ‘68 gli alunni hanno preso coscienza del proprio corpo (prima erano incoscienti), e «il resto» lo hanno dato loro ai professori.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330443

Luisi «mescola» Haydn e Beethoven per regalare emozioni al pubblico

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Dalla gloriosa Dresda, capitale della Sassonia, storico crocevia musicale europeo, e fra Sei e Settecento importante piazza anche per l’opera italiana – vi sono passati impresari, compositori, e più di recente il direttore Giuseppe Sinopoli – giunge a Roma Fabio Luisi, ospite della stagione sinfonica di Santa Cecilia, circondato di fama ed onori guadagnati tutti rigorosamente all’estero: Graz, Vienna, Monaco e Dresda, dove si è insediato, dalla passata stagione, a capo della Staatskapelle e della Semper Oper. Chi non conosce bene la storia della musica, fatica a immaginare quanto prestigiosa sia la Staatskapelle di Dresda: compagine storica, spesso paragonata – o addirittura anteposta – agli stessi Berliner Philharmoniker; sul cui podio sono passate le bacchette più importanti di ogni tempo, tenendovi a battesimo capolavori memorabili, e che già Beethoven, reputava «la migliore orchestra d’Europa».Di quella orchestra, il cui suono austero e gelosamente custodito, è riconoscibile fra tanti, è ora direttore Fabio Luisi. Genovese, Luisi ha avuto un esordio abbastanza regolare, ha fatto il suo apprendistato come maestro sostituto, a fianco di Leyla Gencer, e poi di Rodolfo Celletti, che lo scritturò con il medesimo incarico, per una decina d’anni, al Festival di Martina Franca. Luisi, come Pappano, ha appreso il mestiere di musicista lavorando con grandi artisti, con i quali ha approfondito il repertorio; senza mirare, agli inizi, alla carriera di direttore d’orchestra, che, solo in seguito, ha abbracciato e svolge ora con risultati eccellenti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330578

Novembre 2, 2008

Petraeus sarà il «Re David» dell’Afghanistan

Archiviato in: great news — Tag:, , , , — oteiland @ 4:49 pm

Si riparte. Un mese dopo essersi scrollato di dosso la polvere dell’Irak, il generale David Petraeus è pronto a rilanciare. «Ho davanti una strada difficile», ha detto ieri subito dopo la cerimonia d’insediamento alla testa del Comando centrale delle forze statunitensi, la sala operativa che governa la regione militare estesa dal Medio Oriente all’Asia centrale. Fatica e sfide sono del resto la sua passione. Quando i più muscolosi dei suoi soldati lo trovavano a tirar flessioni e gli chiedevano «Quante?» la sua risposta era sempre «una in più di te». Ma il nuovo risiko è molto più complicato. L’ufficio al Comando centrale di Tampa, in Florida, dov’è arrivato con la benedizione del segretario alla Difesa Robert Gates, è un oblò sulle tempeste del pianeta. Da lì Re David, come lo chiamano amici e nemici, governerà un fronte esteso dall’Egitto all’Iran, e all’Afghanistan. Come dire la fabbrica del caos. Del resto non hanno scelto lui per caso. «È esattamente l’uomo di cui abbiamo bisogno in questo momento» ha detto ieri Gates.La prima vera sfida del generale sarà disegnare una nuova strategia per l’Afghanistan e cambiare le sorti di un conflitto diventato l’ultima trincea di Nato e Stati Uniti, e che non è assolutamente possibile perdere. Lui l’ha già annunciato, «sarà la più lunga campagna di una lunga guerra».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302771

Luglio 7, 2008

Curatevi (gratis) in tutta Europa

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Curarsi il fegato in Francia, fare un trapianto in Belgio, oppure rivolgersi al più famoso traumatologo tedesco? Finora serviva un’autorizzazione del proprio Paese non sempre facile da ottenere. Ma adesso una nuova direttiva dell’Unione europea punta a consentire al paziente di scegliere il luogo migliore per ciascuna terapia. E il Servizio sanitario nazionale è tenuto a coprire la spesa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274224

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