Oteiland’s Weblog

Luglio 12, 2008

Ermagora e Fortunato

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Si tratta dei due santi protettori di Udine e Gorizia. Ermagora dovrebbe essere stato, intorno alla metà del III secolo, il primo vescovo di Aquileia. Fortunato sarebbe il suo diacono. Secondo la tradizione, l’evangelista s. Marco fu mandato da s. Pietro, che a quel tempo era a Roma, a predicare nella parte settentrionale della penisola. In Aquileia si ebbe l’incontro tra s. Marco e il pagano Ermagora, che l’evangelista convertì al cristianesimo e battezzò di sua mano. Poi, tutti e due si recarono a Roma, da s. Pietro. Questi consacrò Ermagora vescovo di Aquileia e lo rimandò in patria. Fu Ermagora a occuparsi dell’evangelizzazione della città e del territorio circostante. Quando l’imperatore Nerone scatenò la prima persecuzione, quella in cui trovarono il martirio s. Pietro e s. Paolo, anche il vescovo Ermagora e il suo diacono Fortunato finirono uccisi. Nella basilica di Aquileia la storia di questi due martiri è rappresentata in una ventina di raffigurazioni che mostrano anche i tormenti loro inflitti dal magistrato Sebaste, le conversioni provocate da Ermagora tra gli altri carcerati, il suo esorcismo su un giovane posseduto dal demonio e la guarigione di una vedova cieca. E poi la decapitazione finale. Le reliquie dei due martiri sono conservate nella cattedrale di Udine e vengono esposte il giorno della loro festa. Scrive Ireneo Bellotta nel suo «I santi patroni d’Italia» (Newton & Compton) che un tempo in onore di s.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275561

Giugno 28, 2008

Salvapremier, il Pdl chiede le dimissioni di Mancino

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Non è bastato alla maggioranza il monito del vicepresidente del Csm Nicola Mancino «alla riservatezza degli atti non ufficiali» della Magistratura. Il Pdl, dopo il parere sfavorevole dei giudici sul dl sicurezza per la parte che riguarda la sospensione dei processi ne chiede le dimissioni. «Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino deve trarre le conseguenze di quanto sta succedendo e si deve dimettere. Sarebbe un atto dovuto di elementare sensibilità istituzionale». Così il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, a proposito della fuga di notizie sulla bozza di parere negativo del Consiglio alla norma che blocca i processi, inserita nel decreto sulla sicurezza, considerata come «un’amnistia occulta». Berselli spiega che il problema non è «il merito del parere che è legittimo ed è previsto da una legge dello Stato del 1958» ma «le indiscrezioni che trapelano riportate da tutti i giornali che – precisa Berselli – screditano direttamente il presidente del Csm che è il Capo dello Stato e ha la funzione di promulgare le leggi». Per Berselli «si tratta di un atto di assoluta, gravissima scorrettezza istituzionale verso il Quirinale» dunque. Al presidente della commissione giustizia al Senato, infatti, non basta, dice, apprendere dai giornali che «Nicola Mancino è infuriato per le indiscrezioni» finite sulle stampa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76617

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