I membri del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, ritengono che la prossima mossa sui tassi probabilmente non sarà un taglio, quanto un aumento. Così le minute, rese note ieri, della riunione del 5 agosto, quando l’istituto guidato da Ben Bernanke aveva deciso di lasciare invariato al 2% il costo del denaro. La tempistica della mossa al rialzo non è però precisata nei verbali, ed eventuali cambiamenti della politica monetaria «dipenderanno dall’evoluzione degli sviluppi economici e finanziari e dalle implicazioni sulle prospettive di crescita economica e inflazione», si legge ancora nelle minute, per le quali un fattore importante sarà l’inflazione, che rimane «un rischio significativo». La Fed stima un’accelerazione dei prezzi al consumo nel secondo semestre 2008, cui farà seguito un ripiegamento nel 2009. Ma all’interno del board, le valutazioni sull’andamento dell’inflazione divergono: «Alcuni ritengono che i rischi siano diminuiti in modo moderato, soprattutto a causa del recente calo dei prezzi del petrolio e di altre materie prime, ma altri temono che continuerà a pesare sull’economia». È comunque probabile che la banca centrale Usa mantenga in stand by la politica monetaria almeno fino alla fine dell’anno. La scorsa settimana, Bernanke ha del resto confermato che i tassi resteranno fermi anche in occasione del vertice del prossimo 16 settembre.
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