Oteiland’s Weblog

Giugno 30, 2008

Vicenza, la campagna d’estate dei No Dal Molin

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Comincia la campagna d’estate. La guerra dei No Dal Molin riprende fiato dopo l’ordinanza sospensiva emessa dal Tar del Veneto che ha bloccato i lavori per l’ampliamento dell’aeroporto militare di Vicenza. E alla vigilia del 1 luglio, data in cui l’area interessata dal progetto Usa passerà ufficialmente dal demanio militare a quello civile, tornano a scendere in piazza.Con il passaggio al demanio civile, infatti, l’area del Dal Molin può ufficialmente essere data in concessione all’amministrazione statunitense. Gli appalti sono già stati assegnati e gli americani sono pronti ad aprire il cantiere.Ma il 1 luglio è una data importante a Vicenza anche per un altro motivo: potrebbe infatti già arrivare il pronunciamento del Consiglio di Stato, che si riunisce proprio martedì, sull’ordinanza del Tar che ha inibito i lavori. Il Tribunale amministrativo del Veneto, infatti, accogliendo il ricorso del Codacons, ha sollevato diverse obiezioni sul progetto americano, a partire dalla valutazione di impatto ambientale fino alla mancata consultazione dei cittadini. E ha bloccato l’inizio dei lavori. Il ministero della Difesa ha immediatamente fatto ricorso, perché, come assicurato dal ministro La Russa, «l’Italia rispetterà l’impegno per l’ampliamento preso con gli Usa».Ora si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato che già martedì ha convocato l’udienza: «Una rapidità sospetta – dicono gli attivisti del Presidio permanente No Dal Molin – normalmente passano settimane, invece stavolta a dieci giorni dall’ordinanza potrebbe arrivare già il pronunciamento di secondo grado».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76737

Istat: ad aprile calati occupazione e salari nelle grandi imprese

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Calano i salari e cala anche l’occupazione. Lo rivela un’indagine dell’Istat, secondo cui la retribuzione lorda per ora lavorata ha registrato ad aprile nelle grandi imprese un calo dell’1,7 su base mensile, pari a una flessione annua dell’1,8%. Nell’industria le retribuzioni sono scese del 2,3% congiunturale pari a un calo annuo del 2% mentre nel settore dei servizi il calo è stato rispettivamente del’1,4 e dell’1,7%. Il costo del lavoro per ora lavorata nelle grandi imprese ha registrato ad aprile, registra anche l’Istat nella sua indagine, una variazione di meno 1,7 per cento rispetto a marzo (al netto della stagionalità ) e di meno 1,2 per cento rispetto allo stesso mese del 2007. Nel confronto tra i primi quattro mesi del 2008 e il corrispondente periodo dell’anno precedente l’aumento è stato del 6,3 per cento. Ad aprile l’occupazione nelle grandi imprese resta ferma rispetto al mese precedente. L’indice generale dell’occupazione alle dipendenze nelle grandi imprese (base 2005=100) è risultato pari a 100,3 al lordo dei lavoratori in cassa integrazione guadagni e a 100,6 al netto della c.i.g. In termini congiunturali l’indice, depurato dagli effetti della stagionalità, ha fatto registrare una variazione nulla al lordo della c.i.g. e un aumento dello 0,1 per cento al netto dei dipendenti in c.i.g. L’Istat ha spiegato che in termini tendenziali (aprile 2008 rispetto ad aprile 2007) si è registrata una variazione nulla al lordo della c.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76654

«Norme discriminatorie e inutili» Bimbi rom, la rivolta dei cristiani

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«Papa Giovanni Paolo II in occasione del grande Giubileo del 2000 ha chiesto perdono a nome della Chiesa agli zingari per le tante discriminazioni subite nel corso della storia. E gli Stati? Hanno dimenticato che c´erano anche rom e sinti nei campi di concentramento? Se oggi è maturata una diffusa consapevolezza negativa di cosa sia l´antisemitismo, non mi pare che ci sia nulla di simile a proposito di quello che possiamo definire l´’antigitanismo’, un atteggiamento di ostilità verso gli zingari a prescindere dal loro comportamento, in base alla loro sola natura di ‘zingari’». Lo mette subito in chiaro Paolo Ciani che per la Comunità di sant´Egidio si occupa del rapporto con le comunità rom e sinti. «Solidarietà, politiche concrete di integrazione e soprattutto conoscenza diretta del mondo rom e sinti per superare i tanti stereotipi negativi che circolano su queste comunità, considerate ‘diverse’ e quindi in blocco socialmente ‘pericolose’. mentre sono tantissime, ma poco conosciute in Italia le esperienze positive di integrazione». È questa la ricetta per contrastare la crescente xenofobia e garantire vera sicurezza. E non solo secondo la Comunità di sant´Egidio o delle associazioni cattoliche impegnate nel sociale. Dice no ai provvedimenti del governo e in particolare contra la «schedatura etnica» la «moderatora» della Tavola valdese, pastora Maria Bonafede che guida una Chiesa di minoranza in Italia e proprio per questo sente «la pesante responsabilità di riaffermare principi fondamentali e irrinunciabili della società civile a difesa di una minoranza, quella rom che «porta su di sé le ferite di pregiudizi».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76705

Bruxelles: «Fuori dall’Europa chi discrimina i bambini rom»

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Dopo la bocciatura del Garante della Privacy italiano che parla di atto potenzialmente discriminatorio e lesivo della dignità personale, arriva venerdì il monito di Bruxelles sulla schedatura di massa dei bambini rom. La Commissione europea non commenta quello che al momento sono ancora «dichiarazioni» di politici, annunci di norme non ancora formulate ufficialmente anche se tratteggiate abbastanza nettamente come prelievo generalizzato delle impronte digitali per i rom anche se minori. Mma rileva che questo non è possibile secondo le regole Ue. È quanto ha affermato un portavoce della Commissione Ue, Pietro Petrucci, rispondendo alle domande dei giornalisti a Bruxelles. «Si tratta solo di un annuncio -ha detto- e noi non commentiamo annunci. Parliamo solo quando siamo di fronte a un fatto concreto, a un atto giuridico dello Stato membro». Tuttavia, di fronte alla domanda dei giornalisti se sia in generale compatibile con le norme Ue contro la discriminazione e i pari diritti dei cittadini comunitari che uno Stato membro schedi le impronte dei soli rom, Petrucci ha risposto chiaramente: «no». Il portavoce ha spiegato inoltre che il governo italiano dovrà notificare la norma a Bruxelles una volta che il decreto, passati i due mesi di rito, sarà convertito in legge. Petrucci ha comunque aggiunto che «non è mai successo finora in uno Stato membro» che si schedino le impronte di un singolo gruppo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76661

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