Oteiland’s Weblog

Giugno 25, 2008

Sequestro Orlandi, interviene il Vaticano: «Fango su Marcinkus»

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Sabrina Minardi, sedicente testimone del caso Emanuela Orlandi, ha raccontato alla Procura di Roma le modalità della sparizione dei cadaveri di Emanuela e di Domenico Nicitra, chiamando in causa l´ex presidente dello Ior (la banca dello Stato Pontificio), Paul Marcinkus deceduto nel 2006.
Secondo il Vaticano, si tratterebbe di accuse «infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi».

« La tragica vicenda della scomparsa della giovane Emanuela Orlandi è tornata di attualità nel mondo della informazione italiana», sottolinea una nota della sala stampa della Santa Sede, «Colpisce il modo in cui ciò avviene, con l´amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate, non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio». «Si ravviva così – continua la nota – il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già hanno tanto sofferto. Si divulgano accuse infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi. Non si vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura nella sua doverosa verifica rigorosa di fatti e responsabilità. Ma allo stesso tempo – conclude la nota – non si può non esprimere un vivo rammarico e biasimo per modi di informazione più debitori al sensazionalismo che alle esigenze della serietà e dell´etica professionale».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76565

Quadriennale: arte giovane e italiana

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Matteo Basilé, ‘The Saints are coming’, 2007Cento artisti italiani (anzi 99 + 1 omaggio), giovani o mid-career, in via di affermazione o già con un curriculum di importanti partecipazioni, per una corposa mappatura degli ultimi 20 anni di arte contemporanea nel nostro paese. La Quadriennale – 15ma edizione dal 19 giugno al 14 settembre – torna alla sua sede naturale, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, riaperto quest’anno dopo un lungo restauro, dedicando una mostra collettiva ai figli delle neo vanguardie, perchè nati negli anni ’60 e ’70, che si sono messi all’opera a partire dagli anni ottanta. I cinque critici selezionatori (Chiara Bertola, Lorenzo Canova, Daniela Lancioni, Bruno Corà e Claudio Spadoni) hanno puntato su un’esposizione di giovani – un quarto ha meno di 35 anni, tutti meno di 45 – con un terzo di donne. Meglio che in Parlamento.Andrea Aquilanti, ‘fori.avi’, 2008

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76430

Bologna e Roma libri e presentazioni

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Roma 1.Lunedì 23 giugno 2008 in via dei Cimatori 9 – Roma, alle ore 18.00 Lucia Piera De Paola presenterà ai lettori il suo ultimo romanzo ‘TIBESTI GAME’ Ed. Il dito e la luna collana Le Coccinelle, pagine 395, prezzo di copertina 14.00, Illustazioni di Lele Crognale, viste da Nichida L’evento è promosso dalla Libreria Babele Roma (www.libreriababeleroma.it) Roma 2.Martedì 24 giugno, alle ore 18, presso La Feltrinelli Libri e Musica di viale Marconi 190 sarà presentata la raccolta di racconti ‘Eros up!’, ed. Mondadori Condurranno Delia Vaccarello e Barbara Alberti. Saranno presenti alcune delle autrici Bologna.26 giugno ore 18.00 Aula Magna di Santa Cristina, via del Piombo, 5, Bologna presentazione del volume Il movimento delle lesbiche in Italia a cura di Arcilesbica nazionale in collaborazione con Centro delle donne di Bologna, Associazione Orlando Comitato Bologna Pride

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76500

Alice Oxman, diario di un incubo che ritorna

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Questo libro di Alice Oxman, una scrittrice americana che ama l’Italia piú di molti italiani, è un formidabile antidoto contro l’amnesia furbetta e miope di chi non vuole fare i conti fino in fondo con quella stagione nera che ha riportato in superficie, dopo sessant’anni, i peggiori liquami di una certa Italia. Sotto Berlusconi è il diario puntuale e certosino, dunque inevitabilmente indignato, di una donna che ogni giorno ha annotato in tempo reale le vergogne del quinquennio berlusconiano. Ma Alice ha messo nero su bianco anche le viltà e i conformismi dell’altra parte: dei partiti del centrosinistra, nonché di gran parte della stampa italiana e del cosiddetto establishment, industriale, finanziario, intellettuale, ecclesiastico. Di tutti coloro che vedevano e tacevano, o minimizzavano, o addirittura fingevano di non vedere per non dover parlare. Ne viene fuori una cronaca impietosa non solo della nascita e della crescita di un regime moderno, o postmoderno, ma anche della mitridatizzazione che giorno dopo giorno, complice il monopolio dell’informazione, induce i piú ad abituarsi, ad assuefarsi, ad abbassare progressivamente le difese immunitarie, a lasciar passare i peggiori orrori sempre nella convinzione autoconsolatoria che «questa è l’ultima volta». E invece è sempre la penultima. Con l’occhio sgombro dalle lenti deformate del familismo amorale e dell’eterno fascismo italiota, l’autrice scandisce sempre piú angosciata, stupita e sconcertata i rintocchi di quelle giornate che sembravano non finire mai: dichiarazioni ufficiali di esponenti della maggioranza e della cosiddetta opposizione; accostamenti di fatti all’apparenza lontani fra loro; citazioni dai giornali e dalle televisioni; brevi commenti personali, misti a episodi di vita vissuta, fra amicizie che si rompono, conoscenti che non salutano piú, brave persone che straparlano e diventano irriconoscibili.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76453

Memorie di un iscritto

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Sono stato iscritto per circa vent’anni, dal ’58 al ’78, ad un partito, quello socialista, prima in Lombardia e poi a Roma, e ho vissuto la stagione delle sezioni, delle federazioni provinciali e delle correnti. Che, all’inizio e per non pochi anni, ebbero per me un ruolo altamente formativo. Nelle sezioni si discuteva a viso aperto, accanitamente, persino troppo secondo qualcuno, a volte fino a notte fonda. A Roma, negli anni 70, da giornalista, mi infilavo nelle assemblee di sezione del Pci. Una volta, al Tiburtino, rischiai di dover votare dopo un dibattito, anche generazionale, addirittura bruciante fra chi ancora sosteneva la “superiorità” dell’Urss e chi parlava di America e di Europa senza paraocchi. Andavo per borgate vecchie e nuove e un punto ineludibile di riferimento erano le sezioni di partito, soprattutto quella del Pci. Poi, via via, le correnti sono degenerate in centri di potere e le luci delle sezioni si sono accese con sempre minore frequenza, fino a restare spente. Nel Psi, fallita la riforma ipotizzata dagli intellettuali di Mondoperaio, Bettino Craxi si era preso “tutto sulle spalle” il partito (come disse nel 1990) facendone un partito-persona. In direzione si discuteva pochissimo, e se qualcuno ci provava, veniva guardato come un pericoloso disturbatore. Nel Pci la vicenda è stata ancor più tormentata e complessa, dopo la Bolognina. E però quanto e come si discuteva prima di arrivare “a dare la linea”.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76573

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